mercoledì 27 maggio 2020

Cosa è il Mandala Terologico?

" Cosa è il Mandala tarologico?" " In cosa consiste lo studio di questo strumento?"..."A cosa mi serve?" Queste alcune delle domande che molto spesso mi vengono fatte. E questa la risposta, a mio avviso perfetta, trovata per caso ( ma Arc.VIII Giustizia già mi fa l'occhiolino e mi suggerisce che non esiste il caso!) girellando nel Web.E' una antica benedizione appartenente al popolo Messicano.Racchiude tutti motivi per cui è bellissimo affrontare il viaggio nel nostro Mandala Tarologico. Chi lo ha già fatto potrà darmi ragione!
“Ho liberato i miei genitori dalla sensazione di avere fallito con me.
Ho liberato i miei figli dal bisogno di rendermi orgogliosa; che possano scrivere e percorrere le loro proprie vie secondo i loro cuori, che sussurrano tutto il tempo alle loro orecchie.
Ho liberato il mio uomo dall'obbligo di completarmi.
Non mi manca niente, imparo per tutto il tempo, insieme a tutti gli esseri. Mi piacciano o non mi piacciano.
Ringrazio i miei nonni e antenati che si sono riuniti affinché oggi io respiri la Vita.
Li libero dai fallimenti del passato e dai desideri che non hanno portato a compimento, consapevole che hanno fatto del loro meglio per risolvere le loro situazioni all'interno della coscienza di quell’istante. Li onoro, li amo e li riconosco innocenti.
Io mi denudo davanti a tutti gli occhi, che sanno che non nascondo né devo nulla oltre ad essere fedele a me stessa e alla mia stessa esistenza, e che camminando con la saggezza del cuore, sono consapevole che il mio unico dovere è perseguire il mio progetto di vita, libera da legami invisibili e visibili che possono turbare la mia pace e felicità. Queste sono le mie uniche responsabilità.
Rinuncio al ruolo di Salvatrice, di essere colei che unisce o soddisfa le aspettative degli altri.
Imparando attraverso, e soltanto attraverso l’amore, benedico la mia essenza e il mio modo di esprimerla, anche se qualcuno potrebbe non capirmi.
Capisco me stessa, perché solo io ho vissuto e sperimentato la mia storia; perché mi conosco, so chi sono, quello che sento, quello che faccio e perché lo faccio.
Mi rispetto e approvo.
Io onoro la divinità in me e in te... siamo liberi.”

I guardiani del Giardino

Una delle più note immagini dell'Alchimia e della Cabalà può mostrarci un cammino ben noto e utilizzato dai mistici di ogni tradizione. Esso rappresenta l'uomo che cerca di penetrare la dimensione spirituale, restando ancorato a quella fisica, di cui intuisce una radice nei mondi superiori. I testi di alchimia e Cabalà descrivono ampiamente l'aspirazione umana a riscoprire, a passare da Malkut a keter, a ritrovare e riconoscere le scintille di Luce disperse nella Natura, usata come la scala di Giacobbe, per riconnettersi al mondo divino ed Archetipo.Forse oggi, di fronte alle drammatiche conseguenze per il pianeta dell'estraniazione dell' uomo dalla Natura, è necessario che ognuno di noi, nel suo micrcosmo possa apprendere e riconoscere l'Infinito nel mondo dei sensi...Henry Beston ha affermato " Abbiamo bisogno di un altro, di un più saggio e forse più mistico concetto di animali" Potremo così riconoscere come un'esistenza vissuta tra casa/ufficio può stordire e imprigionare l'Anima nella "confort-zone" e nella ripetitività della esistenza.( Daniela Abravanel. I Guardiani del giardino).

 Tutto questo in un solo Archetipo: Arcano XI. La Forza.

Caro vecchio Eremita...

C'era un uomo che aveva paura della propria ombra e orrore delle proprie impronte. Così le sfuggiva correndo. Ma quante più volte alzava il piede, tanto più numerose erano le impronte che lasciava; e più in fretta scappava, meno l'Ombra l'abbandonava. Credendo di andare troppo piano, corse più svelto senza mai riposare, finchè, all'estremo delle forze, non morì. Egli non capiva che per far scomparire l'ombra bisogna rimanere nell'oscurità, che per fare cessare le impronte bisogna rimanere nella quiete. ( Chuang-tzu)
Chi è Eremita? Cosa sarebbe accaduto se l'uomo della storia lungo il suo cammino lo avesse incontrato? Chi di noi non ha mai fatto l'esperienza di un pensiero che ci insegue giorno e notte...pomeriggio e sera tanto da diventare un’ombra minacciosa e nera? E quale soluzione cerchiamo? Corrergli lontano. Mettere fra noi e lui più distanza possibile. Musica, film, telefonate, shopping...tutto pur di tenerlo lontano. Se ci sentiamo inseguiti da un Ombra, fuggire a gambe levate è ciò che ci viene naturale fare. Esattamente come l'uomo della storia. Ma, se, per caso, riuscissimo a incontrare il vecchio eremita la prima domanda che il buon vecchio ci farebbe sarebbe: " Chi è l'Ombra? L'hai guardata? Di chi sono le orme che ti inseguono?" A quel punto, stremati potremmo accettare di seguire la debole fiamma della sua lanterna ed accettare la chiave che ci porge. Quale porta apre quella chiave? E' una stanza del nostro cuore dove non serve essere bravi, intelligenti, colti, particolarmente buoni...serve solo stare fermi, in silenzio. Lì impariamo a stare soli o meglio ad accettare la compagnia di noi stessi. Questa stanza non è bella o brutta...ma Eremita ci mostra che è piena di possibilità. La luce di Eremita ci mostra tutte le innumerevoli sfumature di luce incontrate nei nostri giorni...ed ecco che, ad un tratto, in quel silenzio la nostra ombra è ferma, non ci insegue più. Semplicemente sta. Con Noi perché è noi. L'Ombra è una delle sfumature di luce che ci compongono, è una parte di noi. Piano, piano riconosciamo come nostre anche quelle impronte che ci inseguivano...e siamo pronti ad uscire di nuovo per andare oltre. Grazie, vecchio Eremita!

mercoledì 8 aprile 2020

Eremità è il Sole





Donne che corrono coi Lupi:
“Spesso diciamo basta alle lacrime, sperando di essere così più forti, più determinate, più vicine alla perfezione. Forse, come nel mio caso, reprimere il pianto era dovuto al sentirmi brutta, proprio come diceva mia madre ogni volta che scendevano le lacrime per un dolore, per un capriccio di bambina.
Piangere è un bisogno che deve continuare fino a che non è esaurito, proprio come un vulcano che erutta tutta la sua lava che tanto ha trattenuto. Mi prendo il tempo per essere triste, abbattuta, arrabbiata. A volte non ho voglia di nulla se non stare nella selva oscura delle mie emozioni. Per poi, sfinita e soddisfatta, riprendere da lì la vita, con ancor più forza ed energia. Trattenere è reprimere. Niente di meglio se vuoi ritrovarti scarica, insoddisfatta, infelice. Restare in contemplazione del proprio pianto aggiunge valore alla conoscenza di te stessa.
Reprimere é lasciare che la parte oscura ti porti via la vita come un predatore che ha il solo desiderio di denigrare e proibire. Forse pensa che se sei distrutta e afflitta, potrà avere la meglio su di te. Ma può accadere che, se lasci la presa del controllo emozionale, e ti sporchi e ti affliggi e piangi e ti arrabbi, la Donna Selvaggia comincia ad amare e sostenere quella parte di te che tanto hai cercato di predare. Superare i divieti autoimposti ti avvicina alla tua vera essenza. Puoi fare e disfare. Ma la Donna Selvaggia sarà sempre lì ad attendere per sostenerti nella tua rinascita.”

La cosa che più mi piace è riconoscere l’energia degli Arcani nel corso dei miei giorni. A volte arrivano a mostrarsi mentre leggo un libro, come mi è successo oggi …e mi fermo ad osservarli. E’ chiaro che hanno un messaggio per me. Ed, infatti, a poco a poco, ecco riaffiorare i ricordi…
Anni fa una mia amica mi disse “Così sei tu…programmata per non piangere”. Cominciai a pensare che trattenere le lacrime mi aveva fatto sentire forte…e che, invece, ora, che qualcuno me lo aveva fatto notare, sentivo come un’oppressione sul cuore, e un peso enorme sulle spalle. Allora non conoscevo gli Arcani, oggi penso che quel peso altro non era che il mantello di Eremita indossato per intraprendere il viaggio dentro di me sulla strada tracciata dall’osservazione della mia amica Barbara. In un sogno ritrovo una bambina nascosta sotto un tavolo abbracciata ad una bambola. Comprendo che il suo dolore represso aveva trovato conforto sotto il grande mantello di Eremita, che nel sogno mi era apparso come un tavolo. Mi commuovo per quella bambina, per le sue treccine troppo strette che non le piacciono e piango mentre vedo me stessa impegnata ad imporle di non piangere, di non fare capricci… ad urlarle che bisogna uscire fuori da li… c’è tanto da fare…Il tempo dei giochi con le bambole è irrimediabilmente finito. Deve capirlo!!!Ma lei resiste. E’ triste ma non molla la sua bambola e non accenna a muoversi di li. La osservo, mi osservo. La lampada di Eremita continua ad illuminare quel cassetto del cuore. Invece di imporle di venire fuori, allora, mi infilo anche io sotto il mantello. Se accetta di venir fuori, potrei aiutarla a sciogliere le sue trecce. Secondo l’Archetipo sbrogliare qualcosa è entrare in un luogo dove le cose sono rivelate in un modo nuovo. Comincio a sciogliere le trecce…mi accorgo che le voglio bene, piango felice di averla ritrovata. Ricordo anche il nome della bambola: Susanna. Il mantello di Eremita comincia ad essere soffocante.  Le dico che scostandolo appena un po’ potremmo, insieme, vedere che fuori c’è il Sole.
13 sono le gocce che incorniciano 2 Bimbi disegnati sotto l’Arcano XVIIII Il Sole.
13 il numero dell’Arcano Senza Nome.
 E’ Lei che viene a togliere i sigilli dai cassetti chiusi, a sciogliere le trecce troppo strette, a sconfiggere il disagio di sentirsi sbagliati! Con Senza Nome (la Donna selvaggia di cui parla Clarissa Pinkola Estes) possiamo trasformare la rabbia e la delusione, farla scivolare via mescolando le lacrime versate per qualcosa che si è perso con le lacrime di gioia di chi ha ritrovato un tesoro.  
 Il mantello di Eremita scivola a terra, il Sole mostra un gioco di bimbi. Eremita se scopre il tesoro chiuso nel cassetto diventa il Sole. Eremita VIIII= Sole X+VIIII.




giovedì 12 marzo 2020

Ci deve essere un fiume: sempre e per sempre deve esserci un fiume





Racconta Clarissa Pinkola Estes che c’era un consiglio molto serio che veniva dato dagli anziani della sua famiglia: Ogni bambino doveva conoscere 12 storie complete prima di aver compiuto 12 anni. Non importava quanta ricchezza possedesse una persona ma era considerata povera o peggio ancora in pericolo se non conosceva tutte le storie a cui potersi rivolgere per un consiglio nel corso della sua vita. Sempre in quel tempo, ormai troppo lontano, le storie erano trasmesse oralmente dalle Donne mentre erano al fiume per fare il bucato. Poi tutto questo finì e nelle case delle grandi città in cui si andò ad abitare abbandonando i vecchi villaggi, trovarono delle stanze adibite a piccoli lavatoi. Non c’era più nessun fiume. Niente luogo di ritrovo: niente storie. Ma…DEVE ESSERCI UN FIUME: SEMPRE E PER SEMPRE. DEVE ESSERCI UN FIUME! Ed è incredibile come dopo un po’ i soggiorni delle case divennero fiume. Le donne più anziane iniziarono a dire a tutte e altre di portare lì le loro figlie. E mentre cucivano per le giovani, gli abiti belli visti nelle vetrine dei negozi alla moda, ripresero a raccontare storie antiche di amore, di vita e di morte. Le ragazze, gioendo per gli abiti nuovi e piene di gratitudine per le mani che li avevano confezionati, imparavano, finalmente, le storie di cui avevano bisogno. Era un fiume diverso rispetto a prima, è vero. Ma le donne erano riuscite a ritrovare la sorgente del cuore. Il fiume che scorreva nei loro cuori, unendoli, era ancora profondo e chiaro come era stato un tempo.  
Questa storia è tutta pervasa dall’energia di Papa e Stella. il Papa è il grande sacerdote la cui funzione è quella di permettere agli uomini di incontrare Dio nel cuore. Il Papa è colui che fa scendere l’energia per farla fluire. La Stella rappresenta l’incontro con la sorgente infinita dentro di noi, quando la connette a ciò che accade fuori.
In questo racconto c’erano Storie che migravano di bocca in bocca lungo le rive di un fiume e che entravano in contatto con l’aria attraverso le bolle di sapone che salivano verso il cielo trasportandole chissà dove. Poi tutto finisce. Una guerra costringe tutti ad abbandonare il vecchio villaggio e a trasferirsi lontano in città… e il rito del bucato al fiume è sostituito dal bucato fatto singolarmente da queste donne in una piccola stanza della nuova casa. Niente villaggio, niente fiume, niente bucato…niente Storie. Stella è muta! In quelle piccole stanze l’energia non fluisce più. L’acqua argentina e limpida del fiume è sostituita dall’acqua stagnante di una tinozza che nulla attiva dentro…e nulla trasmette fuori.
Tuttavia grazie a quel silenzio di Stella il Papa riprende il contatto con il cuore e indica la via per un ritorno alla sorgente. E’ Stella l’origine stessa del fiume. I suoi capelli hanno lo stesso colore del cielo e dalle sue anfore sgorga acqua sempre cristallina. Stella può essere cielo e può essere acqua in un fluire di energie che porta nuove generazioni ad ascoltare mille e più “C’era una volta” in modo da essere pronte, durante gli alti e i bassi della vita, ad affrontare i silenzi di una Stella e a trovare la via del cuore indicata dal Papa


sabato 7 marzo 2020

Il marito di Anne Hathaway ha una grande somiglianza con il poeta William Shakespeare. La moglie di Shakespeare, morta nel 1623, si chiamava Anne Hathaway.
Il drammaturgo un giorno scrisse "La vita è troppo breve per amarti solo in una, prometto di cercarti nella prossima vita". non ho resistito e ho calcolato i mandala sia del marito che di Anne. Anne ha una Temperanza in P4 che potrebbe farci pensare che l'attrice stia effettivamente ricalcando la vita di una persona inserita nel suo Albero e morta da tempo. Oltre a questo in P3 ha un Giudizio, in P8 una Forza e in P4 Temperanza. Provando a leggere : In questo anno rinasco ascoltando il mio cuore ed incontrando un'altra me fatta di pura energia. Il tutto termina in P17 con un Innamorato!!! Lui, invece nel suo Mandala ha ben 6 Eremita Indice di un Giacente. In P3 un Sole: In questo anno io mostrerò a tutti che siamo 2. Io+ il mio gemello che vive al di la del muro, nel regno dei morti ( Gli Archetipi del Sole sono Castore e Polluce). Mentre in P4 ha una Forza! Sono solo mie supposizioni, ma se la storia della poesia fosse vera...sarebbe commovente Il primo Mandala è quello di Anne

mercoledì 15 gennaio 2020

Chi è Bert?


Nella fiaba di Mary Poppins, il primo personaggio che incontriamo è Bert. Ma chi è Bert?
Mary Poppins arriva in via dei ciliegi Numero 17 in una nebbiosa giornata trasportata dal Vento dell’Est.
Solo Bert, un simpatico tuttofare, un uomo che vive inventandosi ogni giorno un nuovo lavoro, si accorge che all’improvviso è cambiato il vento…e, riconoscendo il Vento dell’Est sa che…
“Vento dall’Est la nebbia è qua, qualcosa di strano fra un po’ accadrà! Troppo difficile capire cos’è…ma penso che un ospite è in arrivo per me!”
Il Vento dell’Est è simbolo di nascita, di cambiamento, di trasformazione, contrapposto al vento dell’Ovest che invece, si sa, porta con sé la fine di qualcosa, una partenza. Bert è sicuro che il vento scompiglierà, scompaginerà, butterà per aria cose, inutile cercare di capire…Anche a Nicodemo, nei Vangeli, Gesù spiega che Il vento soffia dove vuole, ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: Si può solo ascoltarlo, mollare le inutili zavorre che ci tengono fermi e seguirlo lasciandosi trasformare dalla sua forza! Bert è pronto ad accogliere ciò che arriverà.  In una famosa canzone Bert si descrive " Allegro e felice pensieri non ho" Senza zavorre, Bert è l'unico, in mezzo alla folla, a capire che il Vento dell'Est sta per cambiare per sempre l'ordine delle cose ed è pronto a cambiare, a farsi trasportare!