Billie Holiday, Parte 1
venerdì 30 ottobre 2020
Scarpette rosse parte 3
martedì 29 settembre 2020
SCARPETTE ROSSE parte 2
ARCANO XVI, CASA DIO
La bimba era molto triste
perché quelle umili scarpette rosse che aveva fatto con le proprie mani le
avevano dato la più grande felicità. Ora era costretta a stare sempre ferma e tranquilla,
a parlare senza saltellare e soltanto se interrogata. Un fuoco segreto le si
accese nel cuore e continuò a desiderare più di ogni altra cosa le sue vecchie
scarpette rosse.
Poiché la bambina era abbastanza grande da
ricevere la cresima, la vecchia signora la portò da un vecchio calzolaio zoppo,
per acquistare un paio di scarpe speciali per l'occasione. In vetrina facevano
bella mostra di sé un paio di scarpe rosse confezionate con la pelle più
morbida che si possa trovare. La bimba, spinta dal suo cuore affamato, subito
le scelse. La vecchia signora ci vedeva così male che non si accorse del colore
e gliele comprò. Il vecchio calzolaio strizzò l'occhio alla piccola e incartò
le scarpe.
Il giorno dopo, in chiesa, tutti rimasero
sorpresi da quelle scarpe rosse che brillavano come mele lustrate, come cuori,
come prugne ben lavate. Ma alla bimba piacevano sempre di più. In giornata la
vecchia signora venne a sapere delle scarpette rosse della sua pupilla.
"Non mettere mai più quelle scarpe" le ordinò minacciosa. Ma la
domenica dopo la bambina non potè fare a meno di mettersi le scarpette rosse, e
poi si avviò alla chiesa con la vecchia signora. Sulla porta della chiesa c'era
un vecchio soldato con il braccio al collo. S'inchinò, chiese il permesso di spolverare
le scarpe e toccò le suole cantando una canzoncina che le fece venire il
solletico ai piedi. "Ricordati di restare per il ballo" e le strizzò
l'occhio.
Anche questa volta tutti guardarono con sospetto
le scarpette rosse della bambina. Ma a lei piacevano tanto quelle scarpe
lucenti, rosse come lamponi, come melagrane, che non riusciva a pensare ad
altro. Era tutta intenta a girare e rigirare i piedini, tanto che si dimenticò
di cantare. Quando uscirono dalla chiesa, il vecchio soldato esclamò: "Che
belle scarpette da ballo!". A quelle parole la bambina prese a piroettare
e non riuscì più a fermarsi, tanto che parve avesse perduto completamente il
controllo di sé. Danzò una gavotta e poi una sarda e poi un valzer,
volteggiando attraverso i campi. Il cocchiere della vecchia signora si lanciò
all'inseguimento della bambina, la prese e la riportò nella carrozza, ma i
piedini che indossavano le scarpette rosse continuavano a piroettare nell'aria.
Quando riuscirono a togliergliele, finalmente i piedi della bambina si
quietarono.
Di ritorno a casa, la vecchia signora lanciò le
scarpette rosse su uno scaffale altissimo e ordinò alla bambina di non toccarle
mai più. Ma lei non riusciva a fare a meno di guardarle e desiderarle. Per lei
erano ancora la cosa più bella che si trovasse sulla faccia della terra. Poco
tempo dopo, mentre la signora era malata, la bambina strisciò nella stanza in
cui si trovavano le scarpette rosse. Le guardò, là in alto sullo scaffale, le
contemplò, e la contemplazione si trasformò in potente desiderio, tanto che la
bambina prese le scarpe dallo scaffale e subito se le infilò, pensando che non
sarebbe accaduto nulla di male.
ARCANO XVI CASA DIO
Quando ho visto Arcano XVI
mi sono detta che, senza ombra di dubbio mi trovavo di fronte alla casa, alla
gabbia dorata in cui la signora aveva rinchiuso la bimba. Poi, però, l’Arcano
ha cominciato a suggerirmi una lettura diversa. I Mattoni di Casa Dio sono
rosa, e l’Arcano rappresenta noi, il nostro corpo e nel suo nome è chiaramente
indicato il significato che Dio è in noi, la nostra forza, la nostra capacità
creativa è in noi. E così mi è stato chiaro che la vecchia signora e la bambina
si facevano da specchio: come la prima aveva chiuso in prigione la bimba, nello
stesso modo la seconda aveva chiuso in gabbia la sua anima creatrice. Di
conseguenza lo spirito che esce fuori dalla Torre, a mio avviso, rappresenta le
famose scarpette rosse che la signora ha relegato su uno scaffale altissimo e
che da lassù continuano ad essere un richiamo irresistibile per la bimba. La
fiaba racconta che: “anche se costretta a stare ferma e tranquilla, senza
saltellare…un fuoco segreto le si accese nel cuore e continuò a desiderare le
sue scarpette rosse.” Casa Dio
rappresenta il nostro fuoco Alchemico, la capacità di trasformare la nostra
energia creativa senza mai trattenerla. Le palline colorate mostrate
dall’Arcano rappresentano quel fuoco che ha bisogno di fuoriuscire e
realizzarsi nella materia. Se si riesce a fare questo la temperatura dentro di
noi sarà stabile, e noi saremo in equilibrio, altrimenti diventeremo come una
pentola a pressione. Insieme alla
bambina entriamo nella casa della vecchia signora. Non c’è nulla in quel posto
che possa solleticare la nostra curiosità e accendere la nostra inventiva e
piano, piano piombiamo in una tristezza incredibile che ci fa desiderare
ossessivamente la gioia provata per la nostra vita “fatta a mano”, e
contemporaneamente avvertiremo nostalgia per l’allegro scoppiettio di quel
fuoco che dà senso al nostro vivere. Ed ecco, quindi, fare capolino mattine in
cui, appena svegli, ci sentiamo tristi o nervosi senza sapere il perché. Ci
accorgiamo, dopo l’ennesima delusione, di non essere più capaci di distinguere
le persone vere dalle false. Esattamente come individuiamo la gioia nelle
scarpette rosse e non nell’ impulso creativo che ci ha portato a realizzarle.
Arcano XVI ammonisce che il senso di vuoto che avvertiamo dentro, non è dato
dalla mancanza di un paio di rozze scarpette rosse ma dal fatto che non
riusciamo più a trovare il modo di costruirne un altro paio magari diverso! Il vuoto dentro potrebbe trasformarsi in un senso di fame
perenne. Non è il nostro corpo ad avere fame ma la nostra anima creatrice
chiusa in gabbia! Pensiamo di alimentare il nostro fuoco mangiando tutto quello
che ci capita davanti mentre dovremmo capire di cosa abbiamo bisogno. Nel bosco
avevamo bisogno di un paio di scarpette…e ora che ne abbiamo un paio nuove e
bellissime di cosa abbiamo bisogno? Solitamente è il momento in cui incontriamo
falsi amici, falsi amori, ci facciamo prendere da passioni che si esauriscono
con la velocità di un cerino: non hanno niente a che vedere con il nostro fuoco
creativo! Nella Fiaba sono rappresentati
dal calzolaio zoppo e dal soldato. Il primo consegnerà alla bimba il “falso
oggetto del suo desiderio” il secondo la introdurrà al piacere di una danza
sfrenata che le darà l’illusione di non essere più in gabbia. Cosa dovremmo
fare per non commettere gli errori della bimba? potremmo affermare diritto di
scegliere le scarpe che più ci piacciono… o di avere una stanza tutta per
noi…potremmo lasciare che la nostra anima esprima la gioia di vivere
passeggiando all’aperto o cantando a squarciagola…potremmo accorgerci che
l’abitudine ha corroso l’amore che mettevamo nel nostro lavoro ed allora,
potremmo decidere di cambiare il nostro modo di lavorare dando un’impostazione
diversa a tutto, potremmo e possiamo fare tutto…basta solo accorgersi che ciò
che cerchiamo siamo noi stessi: siamo noi il fiammifero che riattizzerà il
nostro fuoco dentro. Ma la bimba riesce solo a ribellarsi con l’inganno
all’ennesimo tentativo di renderla conforme alle rigide regole della casa. E’
una ribellione questa, che non modifica nulla dentro di lei e nel mondo fuori.
La punizione arriva, le scarpette relegate su una mensola altissima, e Casa Dio
torna ad essere una gabbia! La pentola a pressione è vicina all’esplosione! Se
ti va di raccontare del tuo “fuoco dentro” ne sarò contenta, se studi il
Mandala Tarologico la posizione in cui hai Casa Dio potrà suggerirti qualcosa
su quel fuoco! Se ti va di parlarne sono qui per camminare con te. A presto per
l’ultima parte della favola
sabato 26 settembre 2020
SCARPETTE ROSSE Parte 1
ARCANI: L’INNAMORATO, CASA DIO, CARRO,
DIAVOLO
C'era una volta una povera orfana che non
aveva scarpe. La bimba conservava tutti gli stracci che riusciva a trovare finché
un bel giorno riuscì a confezionarsi un paio di scarpette rosse. Erano rozze,
ma le piacevano. La facevano sentire ricca nonostante trascorresse, fino a sera
inoltrata, le sue giornate a cercare cibo nei boschi.
Un giorno, mentre percorreva faticosamente una strada, vestita dei suoi stracci
e con le scarpette rosse ai piedi, una carrozza dorata le si fermò accanto. La
vecchia signora che la occupava le disse che l'avrebbe portata a casa con sé e
l'avrebbe trattata come una sua figlioletta. Così andarono nella dimora della
vecchia signora ricca, e là furono lavati e pettinati i capelli della bambina.
Le furono dati biancheria fine, un bell'abito di lana e calze bianche e lucide
scarpe nere. Quando la bambina chiese dei suoi vecchi abiti, e in particolare
delle scarpette rosse, la vecchia le rispose che, sudici e ridicoli com'erano,
li aveva gettati nel fuoco.
Arcano VI(L’INNAMORATO).
Nell’immagine mostrata dall’ArcanoVI
vediamo la bimba che mostra felice ed orgogliosa le scarpette rosse da lei
realizzate raccattando e conservando vecchi stracci. Guardando attentamente, vediamo
avvicinarsi a lei la ricca signora di cui parla la fiaba che, ponendole una
mano sulle spalle in segno di protezione, le dice che si prenderà cura di lei.
Cupido dall’alto guarda la scena ed è molto preoccupato. Volendo attirare
l’attenzione della bambina decide di scoccare una freccia dal suo arco. La
freccia di Cupido punta proprio alle scarpette rosse, e se potessimo disegnare
la traiettoria di quella freccia, vedremmo che la sua linea divide la bambina
con le scarpette rosse da quell’altra figura più a destra che altro non è che
lei stessa con i capelli puliti e pettinati ed agghindata e con gli abiti
eleganti. “Fa’ attenzione, è solo un’illusione,” urla Cupido mentre spera che
la freccia riporti l’attenzione della bimba nuovamente alle sue scarpette rosse
e alla gioia che il solo guardarle le aveva procurato. Ma quando siamo nel
bosco, tutti noi, come la bimba, siamo facilmente sedotti da chi ci mostra strade
più comode e facili per uscire fuori dal bosco… L’idea di lasciare per sempre
indietro difficoltà e tempi duri ci abbaglia e ci cattura. Eppure da lassù
Cupido sottolinea che la vera gioia risiede in quel povero paio di scarpette
rosse, nella gioia e nell’amore con cui la bimba le ha cucite. Cucio lavori
Patchwork da tanti anni e conosco bene la gioia che c’è dietro ogni singolo
lavoro. Ho camminato con le Donne che hanno fatto grande questa arte e ne
conosco le loro storie. Tagliare pantaloni e camicie logore, conservare tutti
quei ritagli per trasformarli in grandi coperte era il loro modo di sentirsi
ricche pur avendo poco o nulla. Ago e Filo e cotoni colorati hanno disegnato
per me mappe che mi hanno condotto, attraverso salite, curve, strade chiuse e
bagnata come un pulcino sotto qualche temporale improvviso, fuori dal mio
bosco. Quando sono diventata più esperta ho insegnato ad altre donne a
realizzare coperte. Tutte, poi, hanno detto che nessuna coperta riesce a
riscaldarle e a confortarle come quella che si sono cucite da sole!!! La
risposta è semplice…quelle coperte sono come le scarpette rosse della bimba:hanno
il gusto ed il sapore di un tempo dedicato a ciò che amiamo. Siano stoffe,
pennelli, chitarre o tamburi, poesie, oli essenziali, tutti rappresentano un tempo
benedetto dedicato a noi. Cupido ci invita a scegliere le scarpette rosse, la
nostra creatività e a porci al centro del nostro tempo, poco importa come gli
altri giudicano ciò che facciamo. Nel mondo del Patchwork non esistono lavori
perfetti. Se qualche lavoro si avvicina alla perfezione velocemente chi lo ha
cucito vi inserisce qualche piccola imperfezione. Pazzia? Le vecchie sagge che
hanno introdotto questa consuetudine sapevano bene che non esistono “cose”
perfette. Perfetto è l’Amore che ciascuno mette in quello che crea. E’ questo
che dona gioia e felicità, come indica la freccia di Cupido. La signora della
Fiaba etichetta come ridicole le scarpette e, senza rispetto alcuno, le brucia.
La bimba ammutolisce e la sua anima creativa va in cenere insieme a loro…Ascoltiamo
Cupido e non lasciamo che questo accada anche a noi
Nei prossimi giorni, entreremo in casa della Signora insieme alla bimba…Se
nel frattempo ti va di raccontare delle tue scarpette rosse e in quale
personaggio di ArcanoVI ti rivedi…sarò felice di leggerti e di camminare con
te. Se studi il Mandala Tarologico la posizione in cui hai ArcanVI, potrà
aiutarti a comprendere dove sono state bruciate. Sarò felice di darti una mano!
domenica 30 agosto 2020
Giorno 3 Mandala di Cenerentola
Analizziamo, ora, la “storia segreta” dell’Albero di
Cenerentola raccontata dai 4 Mediatori (P6, P7, P8, P9). Fra un Maschile
“Bagatto” ed un Femminile “Appeso” pronto al sacrificio, troviamo in P6 Arcano
XVIII, Luna, che è un chiaro invito a cercare nei desideri non manifesti la
spinta necessaria per trasformare la propria vita. In P7 ecco Arcano
VII(Carro). Qualcuno nell’Albero Genealogico di Cenerentola non è riuscito a
guidare quel Carro ed è rimasto prigioniero dei sogni, inchiodato ad una vita
di sacrifici. Eppure, in P8, Arcano VI (Innamorato) insisteva nella necessità
di imparare a volersi bene mentre in P9 Arcano XVII (Stella) restava in
ginocchio, senza riuscire ad esprimersi.
Ricordiamo che il Mandala ci mostra, in P10, che, ciò che consentirà a
Cenerentola di non ripetere il sacrificio perpetrato dall’Albero, sarà
l’energia di Arcano VII (Carro). Guardiamo con quanta precisione nella favola
tutto questo trova un riscontro: “La prima cosa che ti serve per andare al
Ballo è una zucca” dice la fata Smemorina a Cenerentola. Prima di un abito,
prima dei gioielli, prima delle famose scarpette di cristallo… ciò che serve è
che Cenerentola è imparare a guidare quel Carro. Il Maestro nel mandala lo sa
bene e la Fata Smemorina anche…
Ma ora con Cenerentola affrontiamo le sfide (P15, P16, P17,
P19).
Arcano XI (Forza) mostra l’energia rinchiusa sotto una
maschera fatta di cenere che ha bisogno di essere liberata. Arcano V (Papa), potrebbe, aiutare a
liberarsi chi, piegato dal sacrificio, giace sotto la cenere. Arcano VI
(Innamorato) è un invito ad imparare ad amarsi a dispetto di chi ci disprezza ed infine troviamo Arcano X (Ruota) che sottolinea la
necessità, per Cenerentola, di andare avanti facendo cadere paure ed emozioni
che hanno bloccato l’Albero. Qui è racchiuso tutto il significato della Storia
di Cenerentola. Lei è stata chiamata a vivere il senso dell’abbandono prima e
il disprezzo di matrigna e sorellastre dopo, per trovare in sé la forza di
amarsi sciogliendo inutili sensi di colpa e vocazione al sacrificio. Guardiamo come, Cenerentola, riesce ad
illuminare Arcano X (Ruota): Cenerentola tornata a casa è rinchiusa, dalla
matrigna, in una Torre. Nuovamente sola… ma lei, ora conosce il suo desiderio,
ora ha visto bene chi è sotto lo strato di cenere e quindi riuscirà a guardarsi
nella spada della Sfinge di Arcano X e alla domanda “Sai chi sei?” potrà finalmente
rispondere “Io sono l’unica proprietaria della scarpetta di cristallo e sono
Regina della mia vita”. Il debito è pagato, la cenere è tolta, il femminile
libero di non sacrificarsi più…
Ho molto sintetizzato molto, e taciuto tante cose
suggeritemi dagli Arcani. Se vi ho incuriosito e vorrete saperne di più, fatemi
pure domande, sarò felicissima di rispondervi!!!
sabato 29 agosto 2020
Giorno 2. Mandala
Cenerentola
Se analizziamo la linea verticale (P11/ P12) troviamo,
partendo da P11 Imperatrice, Stella, Papa, Bagatto e Eremita. Traducendo: In
una famiglia senza Madre, una matrigna costringe Cenerentola in ginocchio
davanti ad un focolare totalmente dimentica di essere alla pari delle altre
sorelle. I desideri sono chiusi in fondo al cuore, ed è incapace di esprimerli
ad alta voce. Un Papa le indica il Bagatto in P1…solo abbracciandosi con il suo
maschile, riattizzando il suo Fuoco, potrà arrivare in P12 dove con Eremita
diverrà guida per tutte quelle Stelle senza voce, disconnesse dal proprio
desiderio…Passiamo ora alla linea
orizzontale dell’acqua, dove corrono le emozioni. (P13/ P10) Arcano dopo Arcano
osserviamo il cammino che Cenerentola dovrà fare per scendere dalle ripetizioni
psicogenealogiche dell’Albero. In P13
una Ruota rappresenta lo shock del femminile dell’Albero: Un abbandono, un non
riuscire a cambiare la propria vita. Una sfinge, lassù, sembra chiedere
“Conosci il tuo nome? Sai chi sei?” e
Cenerentola ogni giorno continua a correre in quella Ruota, ripetendo sempre le
stesse cose: Lavare, rammendare, cucinare, spolverare sacrificando e soffocando
i suoi desideri! Appeso in P2 ci mostra
una Cenerentola che, non potendo andare al ballo si ritroverà da sola a piangere
sentendosi di nuovo abbandonata. La favola ci racconta che sarà proprio in
questo momento di sconforto che a consolare Cenerentola, arriverà la sua
madrina, la fata Smemorina! Certamente,
non sarà difficile, per noi, individuare nella simpatica e rassicurante fatina
il nostro Papa in P5. E questo Papa
travestito da fata Smemorina, non farà domande questa volta, ma userà una
strana formula magica a cui imprimerà tutta la forza necessaria per allontanare
Cenerentola da quella sensazione di abbandono avvertita in P13, proiettandola a
scoprire il senso di Arcano XI in P4. Sarà grazie ad un semplice Bidibibodibibù
che Cenerentola, vedrà scivolare via tutta la cenere che la ricopriva e
riuscirà a vedere, un’altra sé stessa diversa, bellissima. Per la prima volta
vedrà il suo volto fino ad ora celato dietro la maschera di Arcano XI. Con
Cenerentola, anche noi approdiamo, quindi, in P10 dove Arcano VII (Il Carro) è
pronto per condurla alla reggia. (Questo Carro somiglia molto ad una zucca…non
trovate?) Alla Reggia Cenerentola ballerà con il suo Principe fino a
Mezzanotte, poi dovrà correre via. Nella fuga perderà una scarpetta… Osserviamo
la scena: il Principe la insegue e le dice “Non ti lascerò andare via se prima
non mi avrai detto il tuo nome” ma Cenerentola non può rispondergli. Sul suo volto,
ormai, impressa la felicità di chi è riuscita, dopo tanto tempo a realizzare un
desiderio… il Principe, come quella Sfinge sulla Ruota in P13 continuano a
chiederle il suo nome…Ma Cenerentola non sa trovare la risposta…La cenere è
volata via con il Bidibodibibù per cui Cenerentola non c’è più…ma lei chi è?
Bisognerà vincere le Sfide per comprenderlo. A Domani!!
Giorno 1. Mandala di Cenerentola
Ecco, nella foto, il Mandala di Cenerentola. Vi spiego come
ho determinato le prime 5 parti del Mandala, quella che chiamiamo Matrice.
Mi sono basata sulla favola raccontata dal film di Walt
Disney
P1 Arcano I (Bagatto) = P1, il nostro Fuoco, il rapporto con
il padre. Del padre di Cenerentola non
sappiamo nulla. Sappiamo solo che si risposa con una vedova che mirava ai suoi
soldi e subito dopo muore. Un rapporto
mai cresciuto quello di Cenerentola con il padre…e quindi ho visto Arcano I
(Bagatto) rappresentare bene l’energia del loro legame. Se il rapporto con il
padre fa da specchio al fuoco che è in noi e all’intraprendenza che riesce a
sprigionare quel fuoco, Cenerentola non mostra grande spirito di iniziativa,
accettando, invece, il ruolo di serva nella sua casa! Bagatto, quindi in P1 per lei
P2 Arcano XII (Appeso) = P2 la nostra acqua il nostro
rapporto con la mamma. Arcano XII, qui sintetizza bene il senso di abbandono
provato dalla bimba, in seguito alla morte della mamma. Se continuiamo a
leggere la sua storia, la vediamo sacrificarsi in cucina, vestita di stracci.
Cenerentola sembra lasciarsi trasportare da un destino ineluttabile. Ma Arcano
XII è anche quella sottile energia che ci spinge a credere che tutto andrà per
il meglio se, a dispetto delle circostanze, continueremo ad avere fiducia nella
vita. Le parole pronunciate da Cenerentola, in una famosissima canzone del
Film, sembrano proprio ispirate da un meraviglioso Appeso!!! Le ricordate?
“I sogni son desideri/ chiusi in fondo al cuor/ nel sogno si
è più sinceri/ si esprimono senza pudor/ Se hai fede vedrai che un giorno/ la
sorte ti sorriderà…/ tu spera sempre fermamente/dimentica il presente/ e il
sogno realtà diverrà!!!”
P3 Arcano XVII(Stella)= In P3 siamo nell’Aria. Qui si
respira l’energia di Arcano III, Imperatrice. Dallo studio del Mandala sappiamo
che Imperatrice è la mamma non biologica, la matrigna. Ricordate la matrigna che impartisce gli
ordini? “Le tende al piano di sopra…Lavale...i grandi tappeti del
salone…sbattili” …e Cenerentola …sospira, china la testa…e senza
obiettare…obbedisce. Stella, non
possiamo che trovarci una Stella che non riesce a esprimere più i suoi
desideri.
P4 Arcano XI (Forza)= Cenerentola non è un nome vero, bensì
un dispregiativo attribuitole dalla Matrigna e dalle sorellastre. Usando il
significato di Arcano XI (Forza) potremmo anche dire che “Cenerentola” è la
maschera con cui questa ragazza si identifica e si presenta agli altri.
P5 Papa= qui ho
trovato un Papa come Maestro Interiore. Il Maestro è quell’Arcano che non ci
abbandona mai. E’ sempre pronto a farci le domande giuste per spingerci ad
allargare i confini della nostra vita. Sentite questo bisbiglio? E’ il Papa che
sussurra a Cenerentola:
“Sei pronta a riconoscere la bellezza che nascondi sotto la
cenere?” “hai il coraggio di uscir fuori dal ruolo di bambina abbandonata e
scoprirti Regina della tua vita?” Se
Cenerentola troverà le giuste risposte, Il Papa sarà pronto ad accoglierla… e
quella Stella in P3 ritroverà la sua Voce.
Questi gli Arcani che delineano la matrice della vita di
Cenerentola. Non trovate che i topini ideati da Walt Disney rispecchino le loro
Energie? Sono i suoi migliori amici. L’amano e l’aiutano in tutto e Cenerentola
ricambia prendendosi cura di loro. E’ certo…insieme a loro Cenerentola diverrà
Regina!!! A domani per la seconda parte del Mandala di Cenerentola!






